Massaggio olistico: cos’è e come impararlo | SEM Torino

Massaggio Olistico: cos’è, cosa si impara e perché la pratica fa la differenza

Ci sono lavori che si possono imparare sui libri.

E poi ci sono lavori nei quali, a un certo punto, bisogna usare le mani.

Il massaggio appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Si può studiare anatomia, si possono guardare video, si possono imparare a memoria sequenze e nomi delle manualità. Tutto questo serve.

Ma poi bisogna mettere le mani su una persona. E lì cambia tutto.

Perché un conto è sapere come dovrebbe essere eseguito un movimento, un altro è riuscire veramente a dosare la pressione, mantenere il ritmo, utilizzare correttamente il proprio corpo e percepire quello che abbiamo sotto le dita.

Per questo alla SEM abbiamo sempre considerato il massaggio una disciplina che richiede soprattutto tre cose: conoscenza, pratica e tempo.

Che cosa significa davvero “massaggio olistico”?

La parola “olistico” deriva dal termine greco holos, che significa “tutto”, “intero”.

Non è una parola magica e non significa attribuire al massaggio proprietà che non possiede.

Per noi significa una cosa molto più concreta: imparare a considerare il corpo nel suo insieme.

Schiena, arti, cervicale, addome e altre aree corporee non sono compartimenti isolati.

Quando un allievo comincia a studiare il massaggio, uno degli errori più frequenti è concentrarsi esclusivamente sulla sequenza:

“Prima faccio questo, poi questo, poi passo alla gamba, poi torno sulla schiena.”

È normale.

All’inizio il cervello è impegnato a ricordare i movimenti.

Ma il nostro obiettivo non è formare qualcuno capace semplicemente di ripetere una coreografia.

Vogliamo che l’allievo, con il tempo, inizi a capire cosa sta facendo, dove lo sta facendo e perché.

È lì che una sequenza comincia a trasformarsi in una vera manualità.

Il primo strumento di chi massaggia sono le mani

Sembra un’ovvietà. E invece non lo è.

Due persone possono eseguire apparentemente lo stesso movimento e produrre sensazioni completamente diverse.

Cambiano la pressione. Cambia il ritmo. Cambia la continuità. Cambia il modo di appoggiare la mano.

Cambia persino il modo in cui chi massaggia utilizza il proprio peso corporeo.

Una mano inesperta tende spesso a essere rigida, incerta, poco uniforme.

Con l’esercizio accade qualcosa di interessante. Il movimento diventa più naturale.

Si smette progressivamente di pensare soltanto a quale sia il passaggio successivo e si comincia invece a percepire maggiormente ciò che sta accadendo sotto le mani.

Alla SEM diciamo spesso che bisogna imparare ad ascoltare con le mani.

Non c’è niente di esoterico in questa frase.

Significa semplicemente sviluppare sensibilità tattile attraverso la conoscenza e, soprattutto, attraverso molte ore di esercizio.

Un massaggio non è una sequenza imparata a memoria

Durante un percorso di massaggio si incontrano manualità differenti:

  • sfioramenti;
  • frizioni;
  • impastamenti;
  • pressioni;
  • battiture;
  • trazioni;
  • mobilizzazioni;
  • manualità eseguite con ritmi e intensità differenti.

Ma conoscere il nome di una manualità non significa saperla fare.

La parte difficile è imparare a controllarla.

Quanto devo premere? Quanto velocemente devo muovermi?

Come passo da una manualità all’altra senza interrompere continuamente il trattamento?

Come devo posizionare il mio corpo?

Sto lavorando correttamente oppure sto sovraccaricando inutilmente polsi, spalle e schiena?

Quest’ultimo aspetto viene spesso sottovalutato.

Chi massaggia deve imparare anche a proteggere il proprio corpo.

Se una persona lavora molte ore con una postura sbagliata, prima o poi se ne accorge.

Per questo la tecnica non riguarda soltanto la persona che riceve il massaggio.

Riguarda anche chi lo esegue.

Prima di mettere le mani su un corpo bisogna sapere cosa c’è sotto

Su questo alla SEM abbiamo sempre avuto un’idea molto semplice.

Prima di mettere le mani su un corpo, bisogna sapere cosa c’è sotto quelle mani. Non significa dover diventare medici.

Significa però conoscere almeno le principali strutture anatomiche e avere delle basi di fisiologia.

Un allievo deve sapere dove si trova un muscolo.

Deve conoscere le principali articolazioni.

Deve comprendere che esistono zone più delicate di altre.

Deve sapere che non tutte le condizioni sono compatibili con qualsiasi trattamento.

E deve soprattutto capire quali sono i limiti delle proprie competenze.

Questo è uno dei motivi per cui non abbiamo mai creduto molto nei corsi nei quali tutta la formazione viene ridotta a una serie di movimenti da copiare.

La manualità senza conoscenza è incompleta.

Ma vale anche il contrario.

Puoi studiare cinquanta libri di massaggio e non avere ancora imparato a massaggiare.

Alla fine servono entrambe le cose: sapere e saper fare.

Si può imparare il massaggio guardando un video?

Un video può essere utilissimo. Lo utilizzi per vedere una tecnica. Lo riguardi per ricordarti un passaggio. Può essere un ottimo strumento di ripasso. Ma personalmente faccio molta fatica a pensare che una disciplina manuale possa essere imparata davvero soltanto davanti a uno schermo.

Per un motivo molto semplice: il video non ti corregge. Non ti dice che stai premendo troppo. Non ti sistema il polso. Non ti fa notare che stai assumendo una postura sbagliata. Non ti ferma e ti dice: “No. Rifallo.” Ed è proprio quel “rifallo” che spesso fa la differenza.

Perché all’inizio si sbaglia. È normale. Si sbaglia la posizione. Si sbaglia il ritmo. Si sbaglia la pressione. Poi l’insegnante corregge. E si riprova. E si riprova ancora. Fino a quando il movimento comincia a diventare naturale.

La pratica non è una parte del corso. È il corso.

Questa è probabilmente la cosa alla quale teniamo di più. Quando una persona sceglie un corso di massaggio, secondo noi dovrebbe sempre chiedere:

quanto tempo passerò realmente a massaggiare?

Perché un corso con molte ore sulla carta, ma nel quale si trascorre pochissimo tempo sul lettino, non è necessariamente più formativo di un percorso costruito seriamente sull’esercitazione. Le ore contano. Ma conta soprattutto come vengono utilizzate. Per imparare una manualità bisogna ripeterla molte volte. E bisogna lavorare su persone diverse. Un corpo magro non è uguale a un corpo robusto. Una schiena muscolosa non restituisce la stessa sensazione di una struttura fisica completamente diversa. Se ci esercitiamo sempre e soltanto sulla stessa persona, finiamo inevitabilmente per abituarci a quel corpo. Per questo durante la formazione riteniamo importante confrontarsi progressivamente con fisicità differenti. È lì che si comincia davvero a imparare.

Perché partire dal Massaggio Olistico?

Esistono moltissime tecniche di massaggio.

Linfodrenaggio.

Massaggio antistress.

Tecniche connettivali.

Massaggi specifici per determinate aree corporee.

E molte altre.

Ma prima di specializzarsi bisogna costruire delle fondamenta.

Il Massaggio Olistico a Metodo SEM nasce proprio con questa logica.

Non vogliamo che sia semplicemente “un’altra tecnica”.

Vogliamo che rappresenti una base.

Una base per imparare a usare le mani.

Una base per acquisire continuità.

Una base per iniziare a conoscere il corpo.

Una base sulla quale, eventualmente, costruire in seguito altre specializzazioni.

È un po’ come imparare a guidare.

All’inizio pensi alla frizione, al cambio, allo specchietto e a ogni singolo movimento.

Dopo un po’, se hai fatto abbastanza pratica, molte di quelle azioni diventano naturali.

Nel massaggio succede qualcosa di molto simile.

Al termine del corso, che cosa dovrebbe aver imparato davvero un allievo?

Secondo me la risposta non dovrebbe essere:

“Ha imparato la sequenza.”

La sequenza è soltanto una parte.

Un allievo dovrebbe cominciare ad aver acquisito:

  • maggiore sicurezza nel contatto manuale;
  • conoscenza delle principali manualità;
  • consapevolezza della pressione utilizzata;
  • capacità di collegare i movimenti;
  • una postura di lavoro più corretta;
  • basi di anatomia e fisiologia;
  • capacità di osservare il corpo nel suo insieme;
  • maggiore sensibilità tattile;
  • consapevolezza dei propri limiti professionali.

E soprattutto dovrebbe avere una cosa che considero fondamentale:

la voglia di continuare a esercitarsi.

Perché nessun corso trasforma una persona in un grande massaggiatore in poche settimane. Un buon corso costruisce delle basi. Poi quelle basi devono essere allenate.

Il Corso di Massaggio Olistico a Metodo SEM a Torino

Alla SEM abbiamo costruito il nostro Corso di Massaggio Olistico cercando di mantenere insieme teoria e pratica. Si studiano elementi di anatomia e fisiologia. Si imparano le diverse manualità.

Ma soprattutto si lavora.

Si prova.

Si sbaglia.

Si viene corretti.

E si riprova.

La formazione pratica viene svolta anche confrontandosi con persone diverse, perché riteniamo importante che l’allievo non si abitui esclusivamente alla compagna con la quale ha seguito tutte le lezioni. Il nostro obiettivo non è riempire una giornata di teoria per poter dire di aver fatto tante ore. E non è nemmeno consegnare un attestato il più velocemente possibile. L’obiettivo dovrebbe essere molto più semplice:

fare in modo che chi termina il corso sappia fare qualcosa che prima non sapeva fare.

Sembra scontato.

Nel mondo della formazione, secondo me, non lo è affatto.

A chi è rivolto il corso?

Il corso può essere adatto a chi non ha mai eseguito un massaggio e vuole iniziare ad avvicinarsi seriamente alle tecniche manuali. Può interessare anche chi possiede già qualche esperienza e vuole costruire basi più strutturate. E può rappresentare il punto di partenza per chi, successivamente, desidera approfondire altre tecniche.

È importante però fare una distinzione molto chiara.

Il Corso di Massaggio Olistico SEM fa parte dei nostri corsi a libera frequenza e rilascia un attestato di frequenza.

Non sostituisce i percorsi professionali previsti dalla normativa per ottenere la qualifica di estetista e non costituisce, da solo, un titolo abilitante alla professione di estetista.

Preferiamo dirlo chiaramente.

Un corso serio non dovrebbe mai promettere ciò che legalmente non può garantire.

Come scegliere un corso di massaggio

Se stai cercando un corso di massaggio, prima di iscriverti io farei alcune domande.

Quanta pratica si fa realmente?

Le esercitazioni sono supervisionate?

L’insegnante corregge individualmente gli allievi?

Si studiano almeno le basi di anatomia e fisiologia?

Si lavora su persone diverse?

Quanti partecipanti ci sono?

Il programma è chiaro?

E soprattutto:

alla fine del corso avrò fatto abbastanza pratica da aver realmente migliorato la mia manualità?

Il prezzo è importante.

La durata è importante.

L’orario è importante.

Ma se stai scegliendo un corso per imparare un’attività manuale, la domanda principale dovrebbe essere un’altra:

quanto imparerò veramente a fare?

Vuoi imparare il Massaggio Olistico a Torino?

Se stai cercando un corso nel quale il massaggio non venga soltanto spiegato ma soprattutto praticato, puoi approfondire il nostro Corso di Massaggio Olistico a Metodo SEM a Torino.

Non ti promettiamo che imparerai semplicemente guardando.

Dovrai studiare. Dovrai metterti sul lettino. Dovrai lavorare. Probabilmente sbaglierai.

L’insegnante ti correggerà. E dovrai rifarlo.

Per noi questo è ancora il modo migliore per imparare un’attività manuale.

Perché un massaggio non si impara guardandolo.

Si impara massaggiando.

Scopri il Corso di Massaggio Olistico SEM

Se invece vuoi conoscere anche le altre tecniche che puoi approfondire alla SEM, consulta il calendario completo dei nostri corsi.

Scopri tutti i Corsi a Libera Frequenza SEM


A cura di Dario Campagnola

Direttore SEM – Scuola Estetica Moderna di Torino